Sarà sempre più difficile.
Sarà sempre più difficile per una Cittadina o per un Cittadino trovare le motivazioni profonde per mettersi a disposizione degli altri, degli sconosciuti, degli animali, delle piante.
Mettersi a disposizione in maniera gratuita, senza condizioni, non solo nel tempo libero.
Il Volontariato non è il dopolavoro.
Sono ormai alcuni anni che la società sta “evolvendo” verso l’individualismo, si vanno riducendo il senso ed il valore della SOLIDARIETA’, si accentuano paure e prepotenze.
La possibilità di “rimborsare” i Volontari potrebbe essere considerata una buona soluzione per tenere vicini od avvicinare giovani e meno giovani poveri, ma questa possibilità “svilisce” ed impoverisce il senso di partecipazione, lo fa “condizionare” e ciò non è buono.
La situazione è complicata.
In Italia abbiamo la grande fortuna di subire raramente eventi catastrofici- per capirsi: l’ultimo serio giusto un secolo fa a Reggio Calabria e Messina con molte decine di migliaia di morti in un solo minuto. Ebbene un evento come quello oggi troverebbe l’Italia “socialmente e culturalmente” impreparata.
Rispetto ad eventi “catastrofici” è indispensabile che la macchina tecnica dei soccorsi funzioni e potrebbe funzionare, ma di certo l’atteggiamento del Paese ne verrebbe scosso.
I Volontari stanno diminuendo mentre si incrementa la “scientificità” della gestione delle emergenze, aumentando la complessità burocratica e cartacea della intera filiera della Protezione Civile ad ogni livello.
Succede anche che appena un livello intermedio inizia a funzionare (esempio quello regionale), da subito in periferia si mollano le attenzioni “tanto c’è chi ci pensa” e poi ci stanno i Volontari.
Non può funzionare così.
I CITTADINI debbono tornare ad assumere ruoli attivi. I CITTADINI debbono porre questioni e pretendere risposte e soluzioni.
Dove sono i Piani di emergenza locali? Chi li conosce? Quante ASSEMBLEE di quartiere sono fatte nei Comuni per far conoscere i Piani di emergenza? Quanti incontri nelle scuole per affrontare il rischio incendi? Quanti cartelli si vedono in giro con la indicazione “area di attesa” e cosa vuol dire?
Prima i CITTADINI, i Volontari arriveranno subito dopo, ma solo se prima si “svegliano” i CITTADINI.
Non esistono binari, non è possibile un procedere parallelo: affinamento della macchina tecnica e formazione culturale dei Cittadini.
Sono convinto che SOLO la diretta responsabilizzazione dei Bambini, dei Genitori, degli Insegnanti, degli Amministratori sulle attività specifiche di Protezione Civile potrà risultare utile per affrontare e gestire al meglio le emergenze ed è in tutte queste fasi che i Volontari hanno un vero senso.
Il tempo di pace deve essere usato per diffondere la consapevolezza e la conoscenza dei rischi nel territorio e quindi le attività di previsione e prevenzione dovrebbero essere spalmate ad ogni ambito della società.
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– continua-
Pio Acito
disaster manager